Per la psicologia analitica junghiana

l’uomo vive come compito e meta della vita il processo di individuazione, che implica il superare gli angusti confini dell’Io per divenire se stesso, realizzando così pienamente la parte e il ruolo che gli sono dati da un Ordine superiore (Kosmos).

La psicologia può divenire nuovamente capace di vedere le cose e gli esseri, i procedimenti e gli accadimenti, con gli occhi dell’anima, che sa andare oltre il visibile. Solo così può aiutare l’uomo d’oggi a ritrovare la sua immaginazione e la sua potenzialità creatrice.

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